Da traduttrice a consulente digitale: ecco la mia storia

Da traduttrice a consulente digitale: ecco la mia storia

Se sei arrivato qua significa che hai già curiosato un pò sul mio sito. Prima di tutto grazie per aver impiegato parte del tuo tempo a leggere un pezzettino della mia storia. Ma ora basta convenevoli e veniamo al succo della questione: come diventare consulente digitale partendo dalla traduzione?

In primo luogo sottolineo che tutto avrei pensato di fare, tranne che di diventare consulente digitale. Il mio ideale di tecnologia erano il Nokia 3310 e MSN (per chi se li ricorda).

Partivo quindi da una base decisamente scarsa e faccio parte di quei traduttori che hanno sostenuto gli esami di traduzione con dizionario cartaceo, tenuto in bilico tra i banchetti mezzi rotti dell’università e le ginocchia.

Per cui, sì, diventare consulente digitale non era assolutamente nei miei piani.

Sembra che io parli del neolitico e invece sono passati “solo” 15 anni circa. È già, perché il mio amore per le lingue straniere inizia a trasformarsi in professione quando mi iscrivo nel 2009 all’università di Udine.

In circa due anni e mezzo concludo la triennale in Inglese, Tedesco e Spagnolo e nel 2012 mi trasferisco in Austria, a Graz, con un unico vero obiettivo: imparare bene il tedesco e diventare interprete!

Per colpa di un cavillo burocratico mi ritrovo però a dover rifare parte della triennale, quindi ricomincio nuovamente da capo. In due anni concludo la triennale in Austria in Tedesco e Inglese e finalmente, nel 2014, inizio la specialistica in interpretazione e traduzione.

Verso la fine della specialistica inizio a pensare a cosa avrei fatto dopo e non vi nascondo che la paura di entrare nel mondo del lavoro era tanta!

Anche se durante gli studi avevo lavorato come istruttrice di nuoto (ebbene sì, nel mentre ho anche conseguito questo brevetto) e avevo già tradotto un libro come freelancer, volevo prima di tutto fare un tirocinio in Germania ed entrare piano piano nel “mondo degli adulti”.

Ma come tutti i piani ben studiati, non avevo considerato la variante “destino”.

Così, per una serie di coincidenze, mi trovo a fare un colloquio per lavorare come traduttrice in un E-Commerce internazionale.

E subito pensai: io? Cosa faccio in un E-Commerce? Devo prima di tutto finire la tesi e poi non ho mai comprato online, ho ancora il buono Amazon che mi hanno regalato l’anno scorso… non sarò mai in grado di lavorare per loro.

Ma feci la prova di traduzione e la passai e così, poco dopo, iniziai a lavorare part-time. Nel mentre finii la tesi e successivamente iniziai a lavorare full-time.

Ma la strada per diventare consulente digitale era ancora lunga.

Inizialmente mi occupavo sia di traduzione che di servizio clienti e successivamente decisi di specializzarmi nel servizio clienti. Rispondere alle richieste più bizzarre era ormai diventato il mio pane quotidiano e avevo sviluppato una mia metodologia per lavorare in modo efficiente e mirato.

Così iniziai a fare formazione ai nuovi membri del team e lì trovai la mia vera vocazione: spiegare in modo chiaro ed efficace processi difficili. D’altronde anche io non ne sapevo nulla fino a pochi anni prima, quindi capivo perfettamente come ci si sentiva davanti a quello schermo pieno di pulsanti!

Il mio metodo, infatti, non si basa sullo studio mnemonico, ma sull’apprendimento di processi reali applicati alla pratica.

Perché è vero: ogni sistema può essere leggermente diverso e imparare “dove cliccare” è altrettanto importante, ma farlo con cognizione di causa ti permette di usare la logica anche quando non conosci il procedimento nel dettaglio.

Poi è arrivato il Covid e, dopo aver elaborato circa 200 email al giorno a testa, volevo cambiare aria e cercare di apprendere nuove conoscenze nel campo medico, settore che mi ha da sempre affascinato.

Nuovo switch del destino e mi trovo a ricoprire la carica di E-Commerce Manager per una casa farmaceutica.

A questo punto avevo già una buona base per diventare consulente digitale, ma non me ne rendevo ancora conto.

Nella nuova azienda mi ritrovo a ricostruire tutto da capo: strutturare processi, capire che tipo di comunicazione improntare con il cliente, creare contenuti di impatto, ma anche in linea con le regole dei testi di natura medica, imparo a coordinare le campagne di marketing tra la parte online e offline e soprattutto inizio ad affacciarmi ai progetti bilingui.

E dopo aver imparato tantissimo su nuovi sistemi e nuove realtà, decido che è il momento di mettere la mia esperienza a disposizione degli altri.

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